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Via libera al regime fiscale di favore (sgravio d’imposta del 30%) per i lavoratori rientrati in Italia nel 2015.

Il 29 marzo è stato approvato un provvedimento (N. 46244 del 29/3/2016) dell’Agenzia delle entrate che stabilisce le modalità mediante le quali i lavoratori rientrati in Italia fino alla data del 31 dicembre 2015, ed in possesso dei requisiti per beneficiare degli incentivi della legge sul “rientro dei cervelli” (L238/2010), potranno scegliere l’applicazione del regime fiscale di vantaggio definito nel “decreto internazionalizzazione” (Dlgs 147/2015).

Il vantaggio fiscale consiste in una riduzione dell’imponibile al 70% del reddito complessivo, e riguarda i dipendenti, compresi i soggetti beneficiari della precedente legge dedicata al rientro dei lavoratori in Italia 
(L238/2010).
La scelta che i lavoratori sono chiamati a fare è irrevocabile ed ha effetto a partire dalla dichiarazione dei redditi per l’anno 2017, quindi con riferimento all’anno d’imposta 2016. Si tratta di una scelta irrevocabile e che ha effetto a partire dalla dichiarazione dei redditi 2017, e varrà per i 4 periodi di imposta successivi.
La richiesta per ottenere l’agevolazione deve essere effettuata entro i tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento citato dell’Agenzia delle Entrate.

Va tenuto presente che la precedentemente normativa che regolamentava il regime di favore per il rientro dei lavoratori in Italia prevedeva una platea più allargata (tutti i lavoratori e non solo i dipendenti) e un regime fiscale più favorevole. Quel regime è terminato, ma come specificato nelle motivazioni del provvedimento delle Entrate, la platea di potenziali destinatari rimane allo stesso modo estesa a tutti i soggetti inclusi nella legge precedente, pertanto i lavoratori che avessero usufruito già di quel regime di agevolazioni, o che ne presentassero i requisiti, dovranno indicare nella domanda , insieme alle informazioni di base richieste, anche:
- la data della prima assunzione in Italia o la data di avvio dell’attività di impresa o di lavoro autonomo nel nostro Paese, 
- di aver trasferito in Italia la residenza (o il domicilio) entro i 3 mesi dalla prima assunzione.

Per i datori di lavoro è necessario applicare le ritenute di legge solo sul 70% dell’imponibile, a partire dal periodo di paga successivo al ricevimento della richiesta scritta di cui si è detto.


di Daniele Tumietto

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