C’è una sorta di allergia del Paese a scegliere le persone più adatte per certe funzioni. Bisogna lavorare su pari opportunità, qualità della scuola, capacità di attirare i talenti. E poi su trasparenza, mobilità sociale, libertà e regole. Altrimenti ogni riforma fallirà

di Daniele Manca

Presi dalle grandi riforme che richiedono molto consenso, e spesso investimenti corposi, si perdono di vista quelle azioni che non costano, ma che rendono molto in termini di modernizzazione del Paese. Non si tratta soltanto della legge sulla concorrenza (bloccata per anni da innumerevoli lobby). Ma anche di una scarsa attenzione al merito. C’è voluta una legge sulle quote rosa (o di gender come si preferisce e sarebbe più giusto dire) per porre l’attenzione sul fatto che le donne rimanevano fuori dai consigli di amministrazione delle società. O una riforma (che pian piano sta svuotandosi, quella della «Buona scuola»), per affermare un principio all’apparenza scontato, e cioè che i presidi negli istituti dovessero disporre di una minima autonomia organizzativa.


L'ostacolo dei burocrati
Alla base c’è una sorta di allergia del Paese al merito; a scegliere le persone più adatte per determinate funzioni. Al concetto di responsabilizzazione, cioè l’avere coscienza che le proprie azioni (o non azioni) hanno conseguenze non solo su di noi ma sulle comunità che ci circondano. Concetto particolarmente avverso alla burocrazia e ai burocrati impegnati esclusivamente nel rispettare regole, non perché tutto funzioni meglio, ma semplicemente per mettersi al riparo da eventuali contestazioni. Desta poca meraviglia, per questo, che nella classifica 2017 stilata dal Forum della meritocrazia, il nostro Paese risulti essere quello dove il merito ha meno considerazione in Europa. E che ne esca confermata la supremazia dei Paesi scandinavi e del Nord Europa.


I pilastri dell'economia
Sono i pilastri sui quali si fonda la graduatoria a indicare i nostri limiti e possibili rimedi. Le pari opportunità, la qualità del sistema educativo, l’attrattività per i talenti, la trasparenza, la mobilità sociale e infine libertà e regole. Regole che significano rispetto dei diritti, sicurezza e giustizia efficiente. Quell’ecosistema senza il quale l’economia gira con difficoltà e qualsiasi riforma è destinata al fallimento.