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Storie di Merito - La scuola del futuro? È in Italia ed è pubblica: si studiano sei lingue e ci si diploma un anno prima

La scuola del futuro? È in Italia ed è pubblica: si studiano sei lingue e ci si diploma un anno prima

di Francesco Cancellato

La scuola migliore d’Italia è una scuola pubblica. Di più, è un istituto tecnico. E non sta in un grande città, ma in provincia. Ed è una scuola dove si studiano sei lingue oltre l’italiano. Dove gli scambi con l'estero, per studio e lavoro, hanno sostituito le gite scolastiche. Dove si insegna a parlare in pubblico. Dove alcune materie sono insegnate in una lingua straniera. Dove si sfornano diplomi e certificazioni che hanno valore legale anche in paesi esteri come  Francia, Germania e Regno Unito. E soprattutto, dove  si fa tutto in quattro anni, anziché in cinque.

Esiste, ve lo assicuriamo. Si chiama 
Itc Tosi e si trova a Busto Arsizio, in provincia di Varese. È nata sessantacinque anni fa e da allora - prima particolarità - ha avuto solamente tre presidi. Il primo, Vittorino Gallazzi, è il grande innovatore, che negli anni ’50 ha deciso che la sua scuola dovesse puntare tutto sull’economia e, soprattutto, sulle lingue straniere. Con il secondo, Benedetto De Rienzo, che ha gestito la scuola per trentadue anni, fino alla pensione, questa specificità si è consolidata. Con Nadia Cattaneo, preside in carica dal 2010, è esplosa: «Il filo rosso tra tutti noi è la nostra motivazione a essere dei pionieri, di promuovere continuamente innovazioni e sperimentazioni», spiega a Linkiesta.

Il punto di volta, ciò che distingue il Tosi da quasi tutte le altre scuole italiane, è l’approccio alle lingue
«Noi crediamo che l’inglese e gli altri idiomi che insegnano debbano essere considerati per quel che sono, degli strumenti di comunicazione - racconta Nadia Cattaneo -. Il primo obiettivo, quindi, è usarle per comunicare, non acquisire una grammatica perfetta». Partendo da questa impostazione, la scuola si è data da fare per cercare di costruire più situazioni e occasioni possibili per permettere agli studenti di usare le lingue che studiano. Che, per la cronaca, non sono solo l'inglese e il francese, ma anche il tedesco, lo spagnolo, il russo e il cinese. Lingue attraverso cui vengono insegnate materie come matematica, storia, geografia: «In prima e in seconda ci sono docenti di discipline curriculari che trasmettono alcuni moduli della loro materia in una lingua straniera di cui sono competenti - spiega la Cattaneo - Si chiama Clil ed è una metodologia didattica che prevede un metodo più interattivo tra studente e docente: meno lezione frontale, più libertà, più possibilità di fare ricerca-azione».

"Dal 2016 al 2016, Il Tosi ha organizzato circa tredici scambi l'anno. Nell'anno scolastico 2015-2016, ne sono stati organizzati diciassette, coinvolgendo tutte e quindici le classi quarte e circa seicento studenti: 
«Agli scambi si aggiungono anche i tirocini lavorativi all'estero, gli stage e le vacanze studio che organizziamo nel periodo estivo», precisa la preside". 


Ancora: niente gite scolastiche, ma scambi culturali con l'estero, perché, spiega ancora la Cattaneo, «lo scambio attiva una serie di meccanismi che prima ancora che linguistici sono culturali. L'esperienza in famiglia, in una scuola che non è la mia, con una didattica differente. Grazie agli scambi I nostri studenti imparano a stare nel mondo, ad abbracciare culture e costumi diversi, superano pregiudizi culturali». Dal 2010 al 2016, il Tosi ha organizzato circa tredici scambi l'anno. Nell'anno scolastico, 2015-2016, ne sono stati organizzati diciassette, coinvolgendo tutte e quindici le classi quarte e circa seicento studenti: «Agli scambi si aggiungono anche i tirocini lavorativi all'estero, gli stage e le vacanze studio che organizziamo nel periodo estivo», precisa la preside.

Altro fiore all'occhiello del Tosi sono le certificazioni: «Sproniamo i ragazzi a conseguirle perché è importante che nel curriculum sia attestato un livello di competenza linguistica indipendente dal voto che può dare un insegnante» continua la Cattaneo. Fin qui, quasi tutto normale. Al Tosi, tuttavia, sono andati oltre: «Qui da noi si può conseguire l
'EsaBac,un titolo di studio che viene rilasciato alla fine del percorso e che, grazie a un accordo interministeriale del 2010,  dà allo studente la doppia maturità, quella italiana (Esa) e quella francese (Bac)». Agli studenti tocca studiare storia in francese per cinque anni e fare una quarta prova all'esame di stato, sia scritta sia orale. Qualcosa di analogo c'è anche per il tedesco: si chiama Dsd e invece di una prova in più nell'esame finale, prevede esami intermedi: «Abbiamo curato l'aspetto internazionale anche nel corso di sistemi informativi aziendali - continua la Cattaneo -. Abbiamo introdotto in questo corso la certificazioneEucip, conseguita in inglese, che certifica, dopo esami ad hoc, le competenze informatiche dei ragazzi».

Il risultato non cambia: doppia certificazione e possibilità di accesso alle università dei paesi in questione: «In questo momento, una decina di nostri studenti stanno frequentando atenei francesi e tedeschi e considerando che siamo partiti solo tre anni fa con questa sperimentazione, direi che va più che bene», afferma la Cattaneo. Nonostante sia un istituto professionale, il sessanta percento degli studenti del Tosi scegliere poi di proseguire i suoi studi all'università, ma «un terzo di chi sceglie di fermarsi e di cercare lavoro, lo trova entro due mesi dal diploma». In un momento di crisi come quello attuale, non sono noccioline.

Fonte: 
http://www.linkiesta.it/it/article/2016/03/05/la-scuola-del-futuro-e-in-italia-ed-e-pubblica-si-studiano-sei-lingue-/29502/

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