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Storie di Merito - Intervista a Michele Capuani

Michele Capuani, Docente del corso Innovation Studio della laurea specialistica in Product Service System Design (PSSD) del Politecnico di Milano (Polimi) ha avviato insieme ad Alessandro Mele di Associazione Cometa un progetto straordinario per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro.

A partire da metà Ottobre e per i prossimi 6 mesi, i ragazzi del Polimi e i ragazzi della Scuola Oliver Twist di Cometa Formazione, saranno i protagonisti di un’esperienza professionalizzante basata sull’apprendimento esperienziale come incentivo alla capacità auto-imprenditoriale dei giovani sul territorio.

Dott. Capuani, Com’è nata questa collaborazione e perché?

Quest’estate ero alla ricerca di un Partner per il corso Innovation Studio, che ha come obiettivo quello di ideare progetti socialmente innovativi e già in passato ha portato gli studenti del Politecnico di Milano a collaborare con istituzioni pubbliche o altre istituzioni che hanno un ruolo sociale. Grazie all’intermediazione di Maria Cristina Ferradini di Fondazione Vodafone che segue molto le attività di Cometa ho conosciuto Alessandro Mele, attuale General Manager dell’Associazione; insieme abbiamo deciso di sviluppare un progetto che ha come obiettivo comune quello di consentire ai nostri ragazzi di fare un’esperienza reale nel campo della progettazione di prodotti e servizi, un percorso che li accompagnerà dall’inizio alla fine di un ciclo di invenzione, sviluppo e produzione.

Ci parli di più di questo progetto. Chi sono i protagonisti?

I gruppi di lavoro sono formati in parte dai ragazzi del corso Innovation Studio che sono per il 50% studenti internazionali già formati nelle discipline del design e in parte dai ragazzi della Scuola Oliver Twist di Cometa Formazione che hanno un’età compresa tra i 14 e i 18 anni e sono spesso caratterizzati da situazioni di abbandono scolastico e di difficoltà di apprendimento anche determinate da un disagio personale, familiare o sociale. 
A loro viene offerto un percorso di formazione professionale molto specifico nel settore del legno, del tessile e della ristorazione che mira all’inserimento lavorativo degli stessi, evitando così l’esclusione sociale.
Solo la metà degli studenti iscritti al corso di PSSD viene selezionata per partecipare a questo progetto e i gruppi vengono creati in base alle competenze, al gender e alla provenienza con il supporto di uno psicologo.

Interessante questa eterogeneità dei gruppi. Pensa possa funzionare? 

Sì, è un incrocio magico di competenze. 
In un periodo breve di sei mesi, i ragazzi del Politecnico dovranno progettare il prodotto, la comunicazione e il packaging e i ragazzi di Cometa dovranno invece realizzare fisicamente i prototipi e la produzione.
La speranza è che il gruppo si fonda e in questo modo si crei un “micro laboratorio” nel quale i ragazzi mettono in gioco le loro competenze di design, sviluppo prodotto, comunicazione ma anche di retail, perché al termine di questa esperienza i prodotti realizzati verranno venduti da Cometa con uno scopo charity durante i loro eventi.

Quali sono i benefici che i ragazzi possono trarre da questa esperienza?

Ci sono due possibili benefici. Uno è sicuramente di tipo formativo sia per i nostri ragazzi che per quelli di Cometa. 
Per gli studenti del Polimi, infatti, è la prima esperienza progettuale che fanno durante il master, ed è un corso universitario a tutti gli effetti, con votazione finale e acquisizione di crediti formativi.
I ragazzi di Cometa, invece, attraverso questa esperienza entrano in contatto con il mondo universitario. Andranno ad assistere gli studenti del Polimi nelle aule universitarie durante la fase della revisione dei prototipi. 
Far fare a questi ragazzi un’esperienza inclusiva è già di per sé un risultato fantastico.


L’altro beneficio è la possibilità di progettare e creare dei prodotti che poi funzionino veramente sul mercato e utilizzare i proventi per sostenere i progetti sociali di Cometa.

All’inizio della nostra intervista ha parlato di innovazione sociale, perché reputa questo progetto innovativo?

Innovativa è la formula. L’Università italiana soffre molto della distanza tra il mondo della formazione accademica e il mondo del lavoro. Con questo progetto facciamo in modo che i ragazzi realizzino un ciclo di produzione completo: dal foglio bianco al banchetto a vendere, dal primo inizio alla fase di vendita.
Siamo molto curiosi di vedere cosa accadrà dal punto di vista didattico!


Anche il Forum della Meritocrazia è curioso di conoscere gli sviluppi di questo progetto e si fa promotore di iniziative come questa che favoriscono l’inclusione sociale e consolidano il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, tra sapere e saper fare.

 

Marinella Linati

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