ELENCO PROGRAMMI OPERATIVI E CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE
Storie di Merito - Intervista a Maria Tamborra, Direttore del personale di Bricoman

di Nicolò Boggian
 

Da circa un anno e mezzo insieme a Great Place to Work stiamo aiutando gratuitamente le aziende italiane a misurare la percezione che i propri dipendenti hanno della Meritocrazia in Azienda (http://www.forumdellameritocrazia.it/meritocrazia_leadership.aspx). Insieme a questa attività inauguriamo una serie di articoli per scoprire quali sono alcune delle aziende che in Italia rappresentano l’eccellenza da questo punto di vista. Cercheremo di identificare dei possibili modelli da seguire e degli esempi soprattutto per i Giovani, in particolare per i nostri mentee. Cercheremo quindi di scoprire come queste aziende riescano ad avere simili risultati e con quali “segreti”. La prima azienda che vogliamo “analizzare” è Bricoman Italia, società che distribuisce prodotti di marca nel settore professionale ai prezzi più bassi del mercato. Si rivolge a comunità professionali che operano nel settore della ristrutturazione e riparazione della Casa (Elettricisti, Falegnami, Piastrellisti, Imbianchini, Muratori, Idraulici) e al contempo è aperta ai privati, vendendo sia all’ingrosso sia al dettaglio.
La società italiana fa parte di  Adeo (oltre Bricoman in Italia ci sono Leroy Merlin, Bricocenter e Zodio) arriva a una quota incredibile dell’82% di Meritocrazia per i 1500 dipendenti della filiale italiana. In sostanza, 5 dipendenti su 6 credono che ci sia Meritocrazia. Il dato è ancora più impressionante se consideriamo che nel campione dei dipendenti considerati sono presenti molti giovani e personale “operativo”.

Per capire come l’azienda abbia raggiunto questo risultato abbiamo incontrato Maria Tamborra, Direttore Risorse umane per la filiale italiana.

L’incontro non è stato semplice a causa degli impegni della dott.ssa Tamborra che è anche direttore regionale e quindi si sposta tra i vari punti vendita e su tutto il territorio nazionale. Fin dall’ingresso in azienda sono stato accolto in modo molto diretto e informale dalla persona in reception che in modo cordiale ma deciso, mi ha fatto accomodare in una saletta non senza essersi accertata della temperatura e se avessi qualche bisogno (Nota Bene: la reception è la prima cosa che si può valutare in un’azienda. In una buona c’è personale cordiale, ma responsabilizzato nella gestione dell’ospite, non ridicolmente “automatizzato”). L’incontro è stato molto suggestivo e particolare. Il primo aspetto interessante è stato il look della manager. Abituato a dirigenti in completo e abiti “griffati” mi ha colpito vederla con la “divisa” di vendita come una semplice venditrice. E’ stata solo la prima di una serie di sorprese che mostrano come l’autorevolezza e la leadership non si conquistano con l’abbigliamento, ma con l’esempio e la concretezza. Il secondo aspetto è che durante il nostro incontro la porta è stata quasi sempre aperta, tranne per alcuni momenti di particolare rumore. Questo a segnalare che Maria ha sempre intercettato esigenze o salutato colleghi o fornitori, senza mancare mai di rispetto all’ospite.

Iniziamo quindi a discutere di Meritocrazia. Maria mi può raccontare il suo percorso professionale e come è arrivata a questo importante ruolo?

Negli ultimi anni sono stata Responsabile della Formazione di Bricoman  e direttore di negozio. In passato ho lavorato sempre nel Retail in Coin, Feltrinelli e Leroy Merlin lavorando in vendita, in centrale acquisti e come supporto al controllo di gestione (Tradotto: tanta gavetta, esperienza concreta sui punti vendita e conoscenza raffinata del proprio settore). E pensare che mi sono laureata in Lettere con specializzazione in Filologia Romanza all’Università di Bari. Chi l’avrebbe detto che sarei entrata in questo settore! (Tradotto: non importa cosa studi, ma quale attitudine hai, la tua grinta e le tue capacità).

Nota bene: anche l’Ad della società, che ha inventato il concetto di Bricoman Italia come azienda pensata per gli artigiani, e il direttore vendite, vengono entrambi dalle vendite da ruoli operativi.
  
Parliamo di Bricoman. Come spiega questi risultati eccellenti in termine di Meritocrazia?

Innanzitutto l’azienda è molto trainata dalle vendita e dall’esperienza in negozio (Tradotto: qui non ci si può nascondere, ma bisogna tutti lavorare al servizio del cliente). Secondariamente, non è che qui si progettino cose altamente sofisticate, ma non mi è quasi mai capitato nella mia esperienza professionale di trovare tanta coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Qui i principi di Meritocrazia sono agiti completamente.

Quali sono quindi questi principi?

Innanzitutto la Trasparenza. Tutto è visibile da tutti. Dati di vendita, di fatturato e margini sono visibili ad ogni livello e i risultati sono la base per la valutazione delle persone. Secondariamente non c’è distinzione tra ruoli di sede e ruoli di negozio. Si lavora tutti per la soddisfazione del Cliente con velocità e semplicità. Il prodotto è il collante relazionale che ci lega tutti quanti.
Evitiamo di normare tutto con delle procedure: tutto si risolve in modo rapido con il contatto diretto. In questo modo non importa il tuo ruolo, ma come affronti i problemi e come li risolvi. Tutti vengono valorizzati e ci sono ampi spazi di crescita interna. Proprio questa settimana abbiamo promosso 15 persone.

Interessante, come avvengono le promozioni?

Qui ogni crescita o promozione è condivisa. Il processo di promozione interna è condiviso dal comitato di direzione che, assieme al direttore, propone i potenziali da far crescere alle risorse umane e al direttore vendite . Gli incontri di valutazione hanno un’ottica più di sviluppo e valorizzazione delle persone non sono solo Top/Down, ma anche Bottom/Up in cui lo stesso dipendente segnala cosa si aspetta dal suo capo. Niente di complicato, ma tutto trasparente e chiaro.

Bello, questo spiega perché i dipendenti credono nella Meritocrazia….

Mi lasci aggiungere che qui da noi c’è una collaborazione molto bella e arricchente tra lavoratori più anziani e giovani. I primi sono spesso ex artigiani (nel 40% dei casi), che sanno quanto è dura sul “mercato” e sono i nostri primi alleati nel far crescere i giovani e nell’aiutarli a comprendere come il lavoro sia duro, ma che fortuna sia trovare un ambiente come questo. Il personale ha delle competenze tecniche importanti che deve trasferire ad un cliente molto esigente. Il 99% di collaboratori è azionista: i lavoratori sono quindi rappresentati nella gestione dell’azienda e hanno un valore tangibile se la società va bene. Nota bene: l’azienda è autonoma nei principali elementi della gestione aziendale e con l’azionista vengono condivise la strategia e le decisioni più importanti.

Come avviene l’inserimento dei giovani allievi capi settore?

Parliamo di giovani neo laureati senza molta esperienza: inizialmente gli viene fatto un contratto di 3 mesi. La gavetta è molto dura e si corre parecchio. Circa il 50% non passa questa prima fase: tendenzialmente sono i ragazzi ad abbandonare perché si rendono conto che non è il mestiere per loro. E’ un mestiere che ha bisogno di passione, determinazione e umiltà. Poi ci sono ancora due contratti a tempo determinato (di 9 e 6 mesi), accompagnati da scatti di livello. Passato il primo scoglio, tendenzialmente tutti continuano in modo stabile e diventano capi settore commercio, casse o logistica.
 
Conclusioni: l’azienda ha un piano per crescere e raddoppiare quasi il numero di negozi e il fatturato nei prossimi anni. Il mercato è potenzialmente enorme e ora popolato da consorzi locali ben radicati, ma probabilmente meno “meritocratici”. Non so voi, ma io scommetto che cresceranno ancora parecchio. Per chi non è interessato troppo all’etichetta e non ha paura del lavoro sodo qui è possibile trovare terreno per crescere!

MEDIA PARTNERSHIP
Forum della Meritocrazia
© 2013 All Rights Reserved
P.IVA 07897100967
PER INFORMAZIONI SCRIVERE A:
Seguici su:
Devi accettare il trattamento sulla privacy per inviare la richiesta
PRIVACY  -   NOTE LEGALI  -   Sito web e progetto creato da etinet.it