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Storie di Merito - Da un fallimento annunciato ad un Successo per l’Italia

Continuiamo il racconto di Storie di Merito con un’esperienza importante. Raccontiamo infatti il caso di Expo 2015 Spa. Un evento di straordinaria importanza a livello nazionale e internazionale. 
Un evento molto criticato, ma poi elogiato per l’organizzazione anche da alcuni Capi di Stato stranieri. Nonostante le molte critiche e le difficoltà, l’Expo di Milano è stato infatti riconosciuto ampiamente come una manifestazione di successo. L’evento ha avuto più di 21 milioni di visitatori oltre ad aver portato un importante beneficio al territorio e all’immagine del Paese. Abbiamo cercato quindi di capire le ragioni di questo successo piuttosto che analizzare le cose che non hanno funzionato, come  è stato fatto già in molte occasioni.

Un evento con un senso che ha coinvolto le Persone

Innanzitutto una delle ragioni del successo è stata la motivazione delle Persone, in primis i Volontari. Un evento bellissimo, vetrina dell’Italia. Una sfida importante che ha “ingaggiato” fortemente le Persone, dimostrandosi elemento più importante del semplice fatto economico. 

La chiarezza di visione del management e la gestione delle relazioni sono state poi fondamentali per mantenere un’alta produttività del lavoro e un focus sull’obiettivo. Infine è stata importante la Cultura dell’Errore. In una situazione in cui l’imprevisto è stata la regola ogni giorno 365 giorni all’anno, le Persone hanno dovuto imparare ad accettare gli errori e a porvi rimedio. Dopo ogni errore e cambiamento la società è ripartita con grande spirito di squadra e di collaborazione.

Innovazione

Il successo non sarebbe stato possibile senza una buona dose di innovazione nei sistemi di gestione e selezione del personale all’interno di un frame legale ed istituzionale molto complesso. La prima innovazione è avvenuta nei meccanismi di gestione delle Persone. Per sua stessa natura Expo 2015 non poteva offrire la stabilità dell’impiego o la crescita verticale nell’organizzazione. Le Persone più che aumenti di salario hanno chiesto di poter fare esperienze formative e quindi ogni mese i manager di Expo hanno dovuto attrezzarsi per rispondere a questa esigenza. Si sono inventati quindi il Modello che possiamo definire della “Scommessa”. In sostanza ogni responsabile di funzione doveva scommettere su un collaboratore che avesse le attitudini (non per forza le competenze) per fare un salto in una diversa area funzionale o in un diverso ruolo contribuendo anche lui al successo della sua scommessa. In questo modo Expo 2015 Spa ha avuto più di un terzo delle Persone che hanno cambiato attività durante la loro permanenza in modo da seguire le necessità dell’organizzazione e mantenere alta la motivazione.

Il secondo punto di innovazione è stata la modalità di recruiting.  Avendo le necessità di una start up (velocità, concretezza), ma anche di un’azienda “pubblica” è stato creato un sistema misto di collaborazione con società private a cui Expo 2015 ha esternalizzato parti del processo di selezione. Da quando questo sistema è stato impiantato ha garantito un elevata professionalità degli assunti, la trasparenza e pubblicità delle opportunità e un argine solido alle raccomandazioni. Il sistema ha integrato le società esterne con gli uffici interni. Alcune parti del processo sono state probabilmente ridondanti e faticose, ma hanno tenuto la società al riparo da contestazioni e problemi.

Un Modello per tutto il settore Pubblico?

Nel settore Pubblico gli approvvigionamenti di Beni, Servizi o Persone hanno sostanzialmente la stessa filosofia mentre dovrebbero avere strumenti e modalità differenti. In sostanza nel Pubblico sembra prevalere un controllo formale sugli atti che diventa il fine stesso dell’attività. In fondo la procedura concorsuale e degli appalti è invece un mezzo, non tra i più semplici, per raggiungere un fine. Per assurdo ci sono situazioni (alte professionalità, beni o servizi rari) in cui è necessario derogare la regola. Nel caso è possibile farlo giustificando chiaramente i motivi che hanno addotto quella scelta in modo trasparente. Se le motivazioni sono sostenibili non ci sono problemi nemmeno nel Pubblico. Basta però che ci sia, in casi normali o limite che siano, la responsabilità del “titolare del procedimento” a raggiungere un risultato concreto in termini di efficienza e qualità. Per intenderci meglio costruire una strada nei costi e nei tempi stabiliti giustificando con corrette motivazioni le proprie scelte che non far costare la stessa strada multipli del costo iniziale. 

La risposta è quindi si, a patto che si tenga ben presente il risultato da raggiungere.

Gli Scandali e la Magistratura

Dispiace che siano emersi dei problemi con alcuni manager di Expo, ma sono state il frutto di situazioni in cui questi dirigenti hanno pensato più alla propria utilità personale, anche futura, invece di concentrarsi sul fine della società. Gli organi di controllo però hanno funzionato e la Magistratura è stata rapida e chirurgica nell’intervenire senza dover “amputare” ampie parti dell’organizzazione. Dopo ogni scandalo il management team si è riunito è l’organizzazione è sempre ripartita con grinta e resilienza. E’ comprensibile che il comune cittadino sia tentato di “fare di tutta un’erba un fascio”, ma gestire i problemi etici nelle organizzazioni non è per nulla banale. A volte decisioni organizzative prese molto in là nel tempo o ereditate dal passato possono avere effetti indesiderati anche pericolosi. Il punto è poi di intervenire nel modo corretto. Di grande aiuto è stata la presenza di Raffaele Cantone che ha dato una mano anche molto concreta a risolvere problemi tecnici che potenzialmente potevano bloccare la macchina organizzativa.

La Politica?

La Politica, seppur in un contesto di forte complessità e in modo non sempre omogeneo, ha garantito sostegno e credibilità al progetto. In un certo senso è stata portata ad essere azionista e quindi a valutare il risultato delle attività, senza entrare nella gestione operativa. I manager di Expo 2015 sono sempre stati aperti e disponibili a parlare con tutti, anche con chi ha criticato il progetto dall’inizio alla fine. Questa concretezza e apertura ha impedito guai peggiori e ha garantito il successo della manifestazione.

Come gestire la complessità dal punto di vista sindacale?

In fondo anche il Sindacato è fatto da Persone e, seppur con qualche ombra, i manager di Expo 2015 sono riusciti a far diventare le sigle sindacali degli stakeholder della manifestazione. Expo 2015 ha aiutato i Sindacati a crescere in termini di competenze organizzative e gestionali. Limitarsi alla difesa dei diritti dello statuto dei lavoratori è infatti anacronistico. I Sindacati possono, come in questo caso, supportare nuovi modelli di gestione che alla lunga garantiscono più sviluppo e certezze che non dei diritti che se difesi in modo rigido diventano dei problemi per la sopravvivenza delle organizzazioni. Non c’è infatti miglior sicurezza che lavorare per un organizzazione che ha successo nella sua mission.

Complimenti quindi ai manager, ai dipendenti, ai collaboratori e ai Volontari di Expo che ci hanno dimostrato che la differenza, alla fine, la fanno le Persone.

Nicolò Boggian

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