ELENCO PROGRAMMI OPERATIVI E CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE
Meno anticorruzione e più merito

Il tema del Merito continua ad essere molto dibattuto e molto utilizzato, ma il percorso verso la Meritocrazia è ancora lungo e accidentato. Nonostante si fatichi a comprenderlo, un contesto favorevole al Merito porta ad un maggior benessere per tutti e ad una maggiore giustizia sociale. Due sono i motivi però che rendono questa strada difficile: la diffusione di un idea di Meritocrazia un po’ limitata e la resistenza di chi fatica a lasciare rendite di posizione per la difficoltà nel trovare dei contesti favorevoli al Merito. Nel primo caso è diffusa nell’immaginario collettivo l’idea che Meritocrazia sia solo “premiare i più bravi e licenziare i fannulloni”. Questo è invece solo uno dei molti aspetti che devono essere curati per creare un contesto che faciliti la diffusione del Merito. Volere introdurre premi e punizioni in un ambiente scarsamente meritocratico può addirittura creare paradossi e ingiustizie profonde.

Un contesto che favorisce la Meritocrazia si basa invece su molti altri aspetti come la Libertà, l’Equità , la Trasparenza, la Certezza e la Semplicità delle Regole, la Collaborazione, lo Sviluppo e Valorizzazione della Persone , l’attrazione dei Talenti, la Credibilità della Leadership. Utilizzando queste dimensioni si vede come il livello di Meritocrazia sia attualmente molto basso sia nel Paese in generale (http://www.lavoce.info/archives/34061/il-merito-in-italia-questo-sconosciuto/) che nelle aziende private e pubbliche (http://www.affaritaliani.it/politica/allarme-111114.html).

Utilizzando queste dimensioni si capisce che le riforme e il cambio di mentalità necessari dovranno essere molto forti e non limitarsi solo alla possibilità di licenziare o di limitare le raccomandazioni. Il percorso che ci ha portato storicamente a questo basso livello di Meritocrazia è stato lungo ed ha complesse motivazioni storiche e politiche. Le riforme necessarie non potranno quindi concentrarsi solo sugli aspetti superficiali del problema.

I contesti favorevoli al Merito sono senz’altro più difficili da trovare sia all’interno delle aziende italiane che nel generale contesto economico e sociale, ma ci sono anche aspetti positivi: innanzitutto tuttora ci sono realtà dove la Meritocrazia è possibile ed è incentivata , secondariamente abbiamo l’insegnamento straordinario del nostro boom economico quando fare impresa era indubbiamente più facile e diversi “self made man” hanno costruito il loro successo e quello del Made in Italy. 

L’insegnamento degli errori fatti dovrebbe allora suggerire, con i giusti adattamenti alla situazione attuale, quali misure prendere per ricreare un contesto che ritorni a favorire il Merito. 

Quello che non è tollerabile è invece chi contrabbanda un modello di società dove ci siano solo diritti per tutti senza doveri o invece chi utilizza la Meritocrazia come una clava per raggiungere i propri obiettivi. 

Quello che è sbagliato pensare è che gli Italiani siano un popolo culturalmente inadatto al Merito, che oscilla tra la corruzione, l’assistenzialismo e il malaffare. Bisogna invece  essere chiari nel dire che sono molte delle regole che abbiamo costruito a “produrre” la corruzione, che sono gli incentivi e il contesto che creiamo che inducono al consociativismo, al familismo e al clientelismo. Bisogna evitare di credere che alle famiglie, alle imprese e ai cittadini servano ad ogni piè sospinto tutor, regole e misure che li proteggano da se stessi. 

Dare maggiore libertà alle imprese, ai manager, alle famiglie, ai dirigenti pubblici, regole più semplici per la Pubblica Amministrazione , attrarre talenti dall’Estero, diminuire la spesa pubblica improduttiva, eliminare i privilegi e le rendite non possono essere visti come la distruzione degli unici argini che ci separano dal franare della nostra società e le uniche garanzie che ci proteggono dalla povertà, ma sono le misure necessarie per creare un contesto favorevole al Merito.  Restituire alla persone fiducia, responsabilità e possibilità di scegliere, soprattutto nel settore Pubblico, è la via per distinguere chi opera bene e chi meno.

Ai primi gli onori e ai secondi l’occasione in futuro di riprovarci.

Il futuro senza alcune garanzie non è automaticamente foriero di sventure e di pericoli, ma può essere portatore di opportunità e di successi. La storia del nostro dopoguerra dovrebbe insegnarcelo. Intere generazioni hanno costruito la loro fortuna e quella di questo paese senza sostegni e senza diritti acquisiti lasciando una ricchezza economica e tutele che alla lunga stanno diventando insostenibili.

L’ottimismo della ragione deve vincere le paure che tutti i giorni affrontiamo e su cui spesso si intestardiscono i mass media e alcuni politici e sindacalisti. Se non vediamo le opportunità che la Meritocrazia ci offre rischiamo che quella sventura che temiamo e da cui vogliamo difenderci diventi presto realtà.

Un paese in cui l’unica ossessione sia l’anti corruzione e il controllo dell’economia non è quello che vogliamo vedere tutti i giorni. La collaborazione, la fiducia e il Merito sono senz’altro un orizzonte migliore.

 

Nicolò Boggian

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